Generazione

Oggi i figli non si fanno per caso, con Tullia Penna

47 min · 19. huhti 2026
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Kuvaus

In questa puntata speciale di Generazione registrata a Voices abbiamo parlato con Tullia Penna, ricercatrice di bioetica all'università di Torino ed esperta di inizio e fine vita. La bioetica è la disciplina che studia le questioni etiche e morali attorno allo sviluppo scientifico: con Penna abbiamo parlato di fecondazione assistita, del perché facciamo sempre meno figli e del senso che oggi attribuiamo al generare altri esseri umani, del congelamento degli ovuli, di una delle questioni più spinose attorno alla fecondazione assistita – è giusto pagare una donna per una gravidanza? – e anche di come parlare di questi temi ai figli e alle figlie, per chi li ha.

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jakson Ep. 7 - Chi sono i seahorse dad, gli uomini trans che partoriscono i propri figli kansikuva

Ep. 7 - Chi sono i seahorse dad, gli uomini trans che partoriscono i propri figli

Freddy McConnell e suo figlio SJ passeggiano sul lungomare di Brighton, nel Regno Unito. Quel pomeriggio al mare c’è poca gente: è marzo, fa ancora freddo. SJ, quattro anni, rincorre un pallone sulla spiaggia: a un certo punto un signore si ferma, lo guarda, gli sorride e facendo l’occhiolino a Freddy gli dice: “Avete lasciato la mamma a fare un riposino e ve la state spassando, eh?”. Freddy sorride, SJ si ferma, lo guarda per qualche secondo e poi riprende a correre. Il signore non poteva saperlo ma SJ una madre non ce l’ha, anzi non ce l’ha mai avuta, e alla domanda di quel signore non c’era, in effetti, una risposta. Infatti Freddy non è soltanto il padre di SJ, ma anche la persona che lo ha partorito. Freddy è un cosiddetto seahorse dad, letteralmente “papà cavalluccio marino”: gli uomini trans che concepiscono e partoriscono i propri figli. Nell'ultima puntata di Generazione, partendo dalla storia di Freddy e dalle interviste con un medico e un avvocato, abbiamo provato a rispondere ad alcune domande: affrontare un percorso di transizione, con gli eventuali trattamenti ormonali, compromette la fertilità? Cosa succede nei documenti dei figli e delle figlie? Un uomo trans che ha partorito è “madre”, una donna trans che ha utilizzato i propri spermatozoi è “padre”? Ma soprattutto: in che modo le gravidanze maschili scombinano tutto il sistema culturale, politico e dei servizi pubblici con cui fino a pochi anni fa abbiamo immaginato  la maternità?

2. helmi 202641 min
jakson Ep. 6 - Una persona su sei kansikuva

Ep. 6 - Una persona su sei

Emanuela Marchiafava ha 57 anni, ha fatto tanti lavori diversi, ha avuto anche incarichi politici, oggi lavora al Post, e a lungo ha sofferto di infertilità. La prima volta in cui ha pensato di voler fare dei figli aveva 32 anni; quando ha deciso di smettere di provarci ne aveva 43. In quegli undici anni l’impossibilità di generare ha permesso a Emanuela di osservare le aspettative che abbiamo sul nostro corpo — su come dovrebbe funzionare, apparire, reagire agli stimoli — e la delusione di quelle aspettative, che ci può far sentire molto fragili: «Ti senti di vetro», dice Emanuela, «ti senti una macchina rotta». L’infertilità, femminile ma anche maschile, è diffusissima: è quell’argomento di cui nessuno parla mai, ma quando qualcuno dice che non sta riuscendo ad avere figli scopre che moltissime altre persone vivono la stessa condizione: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nel mondo una persona su sei in età riproduttiva ha problemi di fertilità, sostanzialmente senza distinzioni tra paesi ad alto e a basso reddito. L’episodio 6 di Generazione è dedicato proprio a questo argomento: parliamo di cosa significa affrontare l’infertilità come donne e come uomini, in una società che lega molto la femminilità alla maternità, e che senza nessuna ragione associa l’infertilità maschile a una mancanza di virilità. Abbiamo parlato con una donna e con un uomo che hanno sofferto a lungo di infertilità, che ci hanno raccontato la loro esperienza, ma soprattutto con medici ed esperti che ci hanno spiegato in maniera chiara cosa si sa oggi dell’infertilità, delle sue cause e soprattutto delle possibili soluzioni.

26. tammi 202642 min
jakson Ep. 5 - Perché una donna dovrebbe fare figli per altri? kansikuva

Ep. 5 - Perché una donna dovrebbe fare figli per altri?

Fiorella aveva sei anni quando pensò per la prima volta che il mondo non aveva compreso la sua famiglia: le sarebbe capitato molte altre volte, negli anni successivi. Durante una lezione di scienze nella scuola primaria del piccolo comune francese a sudest di Parigi in cui è cresciuta, la maestra spiegava come nascono i bambini: disse che nascono da un padre e da una madre. Lei alzò la mano e disse: «Lei si sbaglia. Non è così che nascono i bambini». Fiorella ce li ha una madre e un padre, ma nel racconto della maestra mancava un pezzo: non c’era Mary, appunto. Mary è la gestante di Fiorella, cioè la donna che l’ha cresciuta nell’utero e partorita. Fiorella è nata nel 2000 con la cosiddetta gestazione per altre persone (o GPA), cioè quando una donna — in questo caso Mary — porta avanti una gravidanza per altre persone, come i genitori di Fiorella, al termine di un processo di fecondazione assistita: è quello che viene dispregiativamente e spesso impropriamente chiamato “utero in affitto”. In Francia la GPA era vietata (lo è ancora oggi, come in Italia e nella maggior parte dei paesi europei). La GPA è la tecnica di fecondazione assistita più divisiva di tutte, a cui si oppongono persone di ogni orientamento politico: chi vi si oppone ritiene che sfrutti le donne e che sia un cosiddetto “mercato di bambini”. Per il quinto episodio di Generazione abbiamo parlato proprio con due donne gestanti, oltre che con Fiorella, e con medici e bioeticiste, per mettere in ordine alcuni fatti.

26. tammi 202641 min
jakson Ep. 4 - Disclosure: da dove vengo? kansikuva

Ep. 4 - Disclosure: da dove vengo?

Sabrina non ricorda esattamente che giorno fosse e nemmeno quanti anni avesse di preciso, quando scoprì come era nata, ma aveva più o meno 20 anni. Non ha memoria nemmeno delle parole esatte che usò sua madre, ma è certa che non le parlò di fecondazione assistita, di donazione di gameti, di come funzionò il tutto: non utilizzò questi termini, non li conosceva neanche. Le disse solo: tuo padre non poteva avere figli, quindi siamo andati da un medico per fare delle cure e abbiamo usato lo sperma di un altro uomo. Nel quarto episodio di Generazione parleremo della “disclosure”, cioè della comunicazione delle origini: bisogna dire a un figlio o a una figlia che è nata col contributo di una persona esterna alla famiglia? Esiste un modo giusto per farlo, delle parole giuste da usare? Dietro queste domande, come molte altre che riguardano la fecondazione assistita, c’è un mondo.

19. tammi 202637 min