IL DIRITTO DI PENSARE
di Università Ca’ Foscari Venezia | Cosa significa parlare quando la lingua stessa diventa un confine? In questo episodio Mena Mitrano ci racconta Gloria Anzaldúa, la pensatrice chicana che ha trasformato la frontiera tra USA e Messico in una metafora dell’identità contemporanea. Con Borderlands/La Frontera, Anzaldúa dà voce alla “mestiza”, un’identità plurale che vive tra culture, lingue e miti diversi, mostrandoci che prendere la parola è un gesto di cittadinanza necessario: un modo per costruire mondi più aperti, più complessi, più inclusivi. Se vi appassionano gli incipit letterari ascoltate il podcast CHI BEN COMINCIA [https://open.spotify.com/show/5QUrLzY2tYGOXijRXc30dn?si=fa19dfc09a7e4c2a]. Non vi stancate mai di citare Shakespeare? KILL WILL [https://open.spotify.com/show/5G3kufJ2yxmswJt8jE9Nlw?si=d57b35d7a0da49c5] è il podcast per voi. Per riscoprire la vita e le avventure di Giacomo Casanova, ascoltate DIETRO LA STORIA [https://open.spotify.com/show/1pGcNavQU04rtPIRvgFj2h?si=0a768895956d4675]di Antonio Trampus. Fonti bibliografiche per questo episodio: Mara De Chiara, La traccia dell’altra. Scrittura, identità e miti del femminile. Napoli: Liguori, 2001. Gloria E. Anzaldúa, Terre di confine. La frontera. La nuova mestiza. Trad. Paola Zaccaria. Edizioni Black Coffee, 2022. Gloria E. Anzaldúa e Cherrie Moraga, a cura di, This Bridge Called My Back: Writings by Radical Women of Color. Persephone Press, 1981.
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