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Superare la caccia al religioso come "pedofilo in pectore"

11 min · 21 de abr de 2026
Portada del episodio Superare la caccia al religioso come "pedofilo in pectore"

Descripción

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8515 [https://www.bastabugie.it/8515] SUPERARE LA CACCIA AL RELIGIOSO COME ''PEDOFILO IN PECTORE'' di Roberto Marchesini   Lo ricordo benissimo, si tratta di una decina di anni fa: un sacerdote che prestava servizio presso il santuario di Caravaggio si è suicidato gettandosi sotto un treno perché accusato di pedofilia. Le Iene gli avevano mandato un finto penitente, finto gay e finto minorenne, che ha filmato (di nascosto) le molestie del sacerdote. Allontanato dal suo ministero, è finita come sappiamo. Abbiamo già affrontato il tema di questo presunto «giornalismo» giustizialista che assomiglia molto ad una gogna mediatica che scavalca il sistema giudiziario (con le sue garanzie) e fa «giustizia» a suo modo. Non ci ritorniamo, quel che interessa ora è sollevare alcune domande sulla questione dei preti pedofili, molestatori o presunti tali. Iniziamo. Innanzitutto, io vorrei chiedere perché, ogni volta che si parla di preti con tendenze omosessuali, si parla di «pedofili». Anche nel caso di Caravaggio: perché quel giornalista (o attore) doveva fingersi minorenne? Non sarebbero bastate le molestie, per rovinare vita e reputazione di un sacerdote? E perché, se quel giornalista o attore si è finto minorenne, si parla di pedofilia e non di omosessualità? Il pubblico televisivo medio conosce la differenza? Sa, il suddetto pubblico, che la pedofilia consiste in una attrazione sessuale per bambini prepuberi, non per sedicenni? E che, se il minorenne ha compiuto sedici anni ed è consenziente - come nel caso di Caravaggio - non si è di fronte ad un reato ma è corretto parlare di omosessualità? Ossia di quell'orientamento sessuale che ci siamo sbracciati per considerare una «variante naturale della sessualità umana»? Insomma: perché ogni volta che un sacerdote ha un comportamento sessualmente inappropriato con un minorenne sessualmente adulto, di entrambi i sessi, si parla (impropriamente) di pedofilia? COSA SUCCEDE SE... Ma andiamo avanti. Generalmente - parlo per esperienza - quando un superiore viene a sapere di comportamenti sessuali inappropriati da parte di un sacerdote o religioso, questo viene allontanato (generalmente in un esilio montano o fuori diocesi o provincia); sempre generalmente parlando, il trasferimento viene fatto in silenzio e d'improvviso. Ora: perché non si procede a verificare i fatti, permettendo al religioso o sacerdote di difendersi e proporre ai superiori la propria versione? Tra parentesi: si può sapere perché, nei luoghi del potere ecclesiastico, le lettere anonime vengono aperte e lette, anziché bruciate? Sacerdoti o religiosi sono colpevoli a prescindere? Perché l'esilio? Quali misteriosi poteri taumaturgici avrebbe, per quale miracoloso processo psichico dovrebbe risolvere eventuali parafilie? C'è una ipotesi patogenetica o clinica dietro a questa pratica, pressoché universale? Da terapeuta, mi piacerebbe conoscerla, informarmi e studiarla. Oppure... il problema da risolvere è esclusivamente lo «scandalo», il «cosa dirà la gente»? Se questi sacerdoti avessero realmente un problema, a qualcuno interessa aiutarli a risolverlo? Oppure sono figli solo se non danno problemi e obbediscono? Infine: perché agire in modo affrettato e segreto? A nessuno viene in mente che questo modo di procedere alimenta chiacchiere, calunnie, ipotesi le più sballate e fantascientifiche? Non è meglio che qualcuno si prenda la responsabilità di gestire la faccenda anche dal punto di vista dell'impatto sui fedeli e, eventualmente, di quello mediatico? Il 18 marzo scorso il Segretario di Stato Pietro Parolin ha letto ai vescovi francesi riuniti a Lourdes, un messaggio di papa Leone. Leggiamo: «Un punto della vostra riflessione riguarderà la prosecuzione della lotta contro gli abusi sui minori e il processo di riparazione, che avete intrapreso con determinazione. È infatti necessario perseverare a lungo termine negli sforzi di prevenzione già in atto e continuare a dimostrare la sollecitudine della Chiesa per le vittime e la misericordia di Dio verso tutti. È positivo che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi da questa misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali. Inoltre, dopo diversi anni di dolorose crisi, è giunto il momento di guardare risolutamente al futuro e di offrire un messaggio di incoraggiamento e fiducia ai sacerdoti di Francia, che hanno sofferto molto». MISERICORDIA PER TUTTI Ebbene: la parte nella quale papa Leone invoca misericordia per tutti, anche per «i sacerdoti colpevoli di abusi» è finita sui giornali ed è stata data in pasto al discorso pubblico; ha suscitato indignazione e ira nei confronti del pontefice. Altre domande: non sarebbe il caso di prendere sul serio - almeno intra Ecclesia - questo invito e di dare inizio a questa «riflessione pastorale» che riguarda anche questi figli della Chiesa? Di nuovo: vanno aiutati oppure no? E se no, cosa ne facciamo, di loro? Perché la Chiesa che, contro la volontà di un papa e le stesse parole della Seconda Persona della Santissima Trinità, ha modificato le parole della Consacrazione perché il Santissimo Sangue di Cristo fosse salvezza «per tutti» (che lo vogliano o no) e non «per molti», dovrebbe escludere dalla misericordia questi suoi figli (sacerdoti)? Il sospetto - spero infondato - è che le campagne di odio suscitate contro il clero dapprima negli Stati Uniti, poi in Irlanda e infine in Polonia, abbiano prodotto i loro frutti: si è creata una inferenza per cui un prete o un religioso è - sempre e comunque - un pedofilo in pectore; e i superiori sono così terrorizzati dal clima di «caccia al pedofilo» da desiderare unicamente di sbarazzarsi del presunto colpevole, senza indagare sui fatti; completamente dimentichi dei loro doveri paterni e di giustizia nei confronti dei loro figli. Conosco anche il caso di un sacerdote vittima di abusi che è stato trattato da pedofilo (latente) per l'inferenza per cui chi è stato abusato diventerà certamente a sua volta abusatore. Una specie di isteria, insomma. Le domande non si fermerebbero qui: ci si potrebbe anche chiedere come mai, tra religiosi e sacerdoti, le parafilie sembrano abbondare; su come venga fatto il discernimento per i candidati (se viene fatto); e quale sia, in generale, lo stato di benessere psicologico dei sacerdoti e dei religiosi. Ma fermiamoci qui. Attendiamo con fiducia la riflessione pastorale sui sacerdoti colpevoli di abusi e sui sacerdoti in generale, come ha chiesto ai vescovi francesi papa Leone. Nota di BastaBugie: l'autore del precedente articolo, Roberto Marchesini, nell'articolo seguente dal titolo "Roma, dopo l'incidente la barbarie della gogna mediatica" parla del giacobinismo, cioè la voglia di processo sommario che è fenomeno anticristiano. È lo stile di programmi come Striscia la notizia o Le Iene, ma è ciò che è sempre accaduto nei periodi più bui della storia. Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 19 giugno 2023: La Nuova Bussola si è già occupata dell'incidente di Casal Palocco; diversi lettori, tuttavia, sono rimasti colpiti dalle reazioni emerse dai social media. C'è chi banalizza l'accaduto, il solito «Sò rragazzi...»; ma c'è anche chi ha minacciato di morte il guidatore della Lamborghini e chi non ha risparmiato improperi di ogni tipo per suo padre, appassionato di Ferrari. Insomma: pare piaccia l'ergersi a giudice; ovviamente di chi è già caduto in disgrazia (un tempo, questa cosa si chiamava «Maramaldeggiare»). E che giudice: inflessibile, severissimo, giacobino. Ogni volta che qualcuno ne combina, sui social si scatena il tribunale del popolo. Fenomeno, questo, affatto nuovo e del tutto anticristiano. Il Vangelo, infatti, ammonisce: «Non giudicate, per non essere giudicati»; e aggiunge: «perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati». Inoltre: «Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello». Ma se proprio non vogliamo scomodare il Signore, basterebbe la vecchia buona educazione, che consiste semplicemente nel mettersi nei panni degli altri. Se avessi combinato tu un guaio del genere, come vorresti essere trattato? Ma tutto questo è passato, non si usa più. C'è un fenomeno sociale che, secondo me, ha incentivato questa tendenza al processo popolare sommario. Nel 1988 nasceva Striscia la Notizia di Antonio Ricci, striscia d'informazione dall'apparenza scanzonata, in realtà una vera e propria gogna mediatica; nel vero senso della parola. Stessa cosa per Le Iene, importato in Italia nel 1997 e anch'esso con un piccolo cimitero dietro l'angolo: questo il caso più clamoroso, ma non dimentichiamo che questa trasmissione ha colpito anche diversi sacerdoti cattolici. La derisione, l'imbarazzo, il montaggio tendenzioso, ma ancor di più le finte risate di sottofondo e la solita risposta: «Non c'è alcuna colpa da parte nostra, quindi non abbiamo nulla da dire». Vite rovinate per ottenere un servizio televisivo del quale, dopo tre giorni, nessuno si ricorda. A Milano si chiama «sputtanamento»; se politicamente scorretto, «macchina del fango». È questo il meccanismo che spinge la gente, seduta in poltrona mentre addenta un bignè o in mutande al computer a stabilire che questo o quello me

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Portada del episodio Come Fauci e intelligence insabbiarono le origini del covid

Come Fauci e intelligence insabbiarono le origini del covid

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8583 [https://www.bastabugie.it/8583] COME FAUCI E INTELLIGENCE INSABBIARONO LE ORIGINI DEL COVID di Stefano Magni   Tulsi Gabbard, direttrice uscente dell'Intelligence Nazionale (un ruolo di coordinamento delle agenzie di intelligence e figura di raccordo fra esse e il presidente) lascerà l'incarico il 30 giugno. Mentre volano stracci fra Trump e il Partito Repubblicano per la nomina del successore, la Gabbard, che ormai non ha più niente da perdere, sta togliendosi qualche soddisfazione personale e politica. La settimana scorsa, il 12 giugno, aveva reso pubblici i documenti che provavano l'esistenza del finanziamento pubblico di 120 biolaboratori all'estero, in 30 paesi partner fra cui l'Ucraina (e dunque «a rischio di compromissione a causa della guerra in corso tra Russia e Ucraina»). La denuncia è passata abbastanza in sordina. È una pratica che dura, da quel che dice la Gabbard, almeno da una decina d'anni. Dunque a finanziare quei laboratori all'estero sono state le amministrazioni di entrambi i partiti, compresa la prima di Trump dal 2017 al 2021. La nuova rivelazione, di ieri, 19 giugno, è invece una potenziale "bomba", anche se la grande stampa nazionale non l'ha diffusa molto, ad eccezione di New York Post e pochi altri quotidiani. Secondo i documenti appena declassificati, infatti, Anthony Fauci, il super consulente della politica pandemica, avrebbe mentito al Congresso, nelle audizioni, sul finanziamento di pericolosi esperimenti nel laboratorio di Wuhan, in Cina, probabile punto di partenza del Covid-19. PANDEMIA DI COVID-19 Nel comunicato stampa della Direzione Nazionale dell'Intelligence, si legge che «Prima della pandemia di Covid-19, Anthony Fauci, in qualità di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha stanziato milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo "guadagno di funzione" sui coronavirus dei pipistrelli presso il Wuhan Institute of Virology (Wiv), un lavoro che ora è ampiamente considerato la fonte della fuga accidentale dal laboratorio che ha scatenato la pandemia». Ma di questo si parla da anni. La vera novità, invece, è la prova che l'insabbiamento c'è stato ed è avvenuto con la complicità di parte dei servizi segreti americani di allora. Si legge infatti che sono stati declassificati: «comunicazioni e documenti inediti che svelano come Fauci abbia collaborato con i vertici politicizzati della Comunità dell'Intelligence (Ic) per sopprimere la verità sulle sue azioni, sulle origini del virus, ovvero la fuga di laboratorio, e sul suo ruolo nell'assegnazione dei finanziamenti statunitensi a questa pericolosa ricerca che ha causato danni incommensurabili e innumerevoli perdite di vite umane. Questi documenti rivelano il ruolo diretto di Fauci nell'influenzare e manipolare le valutazioni dell'intelligence sul Covid-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell'intelligence sulla ricerca». L'INTERESSE AD ALLONTANARCI DALLA VERITÀ E qualcuno sta iniziando a parlare, a quanto risulta, dopo aver subito intimidazioni: «Durante questo processo - di raccolta delle prove, si legge nel comunicato - i funzionari dell'Odni (Direzione Nazionale Intelligence, Dipartimento dell'Ohio, ndr) hanno raccolto testimonianze da numerosi informatori della comunità dell'intelligence che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull'origine del virus da parte della stessa. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l'integrità della comunità dell'intelligence e danneggiato il popolo americano». La storia della pandemia andrebbe riscritta, secondo la Gabbard, perché tutta l'informazione di allora sarebbe stata viziata da questo rapporto illegittimo fra Fauci e parte dei servizi segreti: «Durante la pandemia, Fauci e i leader politicizzati all'interno della comunità dell'intelligence hanno creato un circolo vizioso di comunicazione autoreferenziale. Fauci ha fornito scienziati da lui selezionati e finanziati dal Niaid per consigliare la comunità dell'intelligence. Questo contributo ha influenzato le valutazioni ufficiali dell'intelligence, che sono state poi citate pubblicamente come consenso scientifico per confutare la teoria della fuga di notizie dal laboratorio. Secondo centinaia di e-mail esaminate, la comunità dell'intelligence ha quasi sempre recepito le sue raccomandazioni». E di qui anche l'accusa più grave, quella di aver mentito al Congresso: «a Fauci fu ripetutamente chiesto se avesse parlato con "Fbi, Cia, Dia o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus" prima, durante o dopo la pandemia. Fauci eluse ripetutamente le domande, prima di affermare falsamente: "a mia conoscenza, no, riguardo al Covid"». Una risposta definitiva sull'origine del Covid non c'è ancora, nemmeno dopo la pubblicazione di questi documenti dei servizi segreti. Ma si inizia, se non altro, a ricostruire la storia di chi ha avuto tutto l'interesse ad allontanarci dalla verità. E solo negli Usa se ne parla. In Cina no.

23 de jun de 20265 min
Portada del episodio Mondiali di calcio: mangia, prega e segna, ma se sei islamico, non cristiano

Mondiali di calcio: mangia, prega e segna, ma se sei islamico, non cristiano

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8580 [https://www.bastabugie.it/8580] MONDIALI DI CALCIO: MANGIA, PREGA E SEGNA, MA SE SEI ISLAMICO, NON CRISTIANO di Andrea Zambrano   Il cristianesimo dà fastidio anche ai Mondiali, mentre all'Islam si fanno ponti d'oro. Non è passata inosservata nella sua patria, la Germania, la preghiera che il calciatore Felix Nmecha ha pronunciato al termine della partita che la nazionale teutonica ha giocato contro Curaçao vincendo 7 a 1. Proprio l'attaccante tedesco di origini nigeriane ha dato con un suo gol il via alla goleada tedesca. Ma non è per ragioni meramente sportive che ce ne occupiamo. Il motivo è legato alla sua fede cristiana. Una fede, è di professione evangelica, che il giovane attaccante vive in modo pubblico. Dopo aver segnato il gol, si è inginocchiato sul prato, ha formato con le mani una corona sulla testa e l'ha depositata sul campo. Poi ha teso le mani verso il cielo e successivamente ha pubblicato una foto di questo momento su Instagram con le parole "Thank you Jesus!". Dopo la partita, inoltre, ha formato un cerchio di preghiera insieme a Jonathan Tah e a un paio di giocatori di Curaçao. Il motivo di questo atteggiamento è legato alla sua fede cristiana. «Il calcio è la mia passione, Gesù è il mio fondamento» aveva detto in passato e «ogni volta che entro in campo, non si tratta di me, ma di glorificare Dio». Parole e atteggiamenti che stanno facendo storcere il naso a più di uno nel suo paese, alle prese con una drammatica secolarizzazione, come sulla Bussola scriviamo spesso a proposito della Germania. Le critiche che gli sono piovute addosso provengono tutte dalla stampa, che ha non solo criticato Nmecha, ma lo ha pure dileggiato. «Un calciatore professionista con la fissa per Cristo: cartellino rosso per Gesù!»; «Il giocatore della nazionale tedesca Felix Nmecha ostenta la sua fede come un ostensorio. Dietro di essa si nasconde una cupa visione dell'umanità». «La preghiera di Nmecha dopo la partita dei Mondiali è una pietra d'inciampo». Cose così, per far capire il tenore di articoli livorosi, che scavano nel suo passato per trovare una mela bacata da azzannare. LE "ACCUSE" E che infatti trovano. Il calciatore, infatti, in passato aveva criticato l'ideologia omosessualista portata avanti dalle brigate Lgbt che anche in Germania sono molto agguerrite. E così lo accusano di essere omofobo e transofobo: «Il giocatore aveva precedentemente condiviso o messo "mi piace" a diversi contenuti transfobici e omofobi sul suo account Instagram. In uno dei post, il movimento LGBTQ+ e il concetto di "Pride" venivano paragonati al diavolo. In un altro, un estremista di destra statunitense derideva una persona trans minorenne», si legge sulla stampa tedesca. Apriti cielo. Tanto è bastato per farlo diventare un bersaglio di critica e scherno che va ben oltre il rettangolo di gioco. Non è una novità che la cristianofobia in Europa si stia radicalizzando proprio prendendo come pretesto la critica alle ideologie antiumane, che si sono imposte nel Vecchio Continente. E così, anche una manifestazione di lode a Dio per un semplice gioco, diventa occasione per tappare la bocca.  Infatti, il caso si allarga perché Nmecha ha detto di appartenere ad una sorta di congrega internazionale di calciatori, che hanno in comune non la squadra d'appartenenza di club e nemmeno la nazionale e neppure il ruolo, ma semplicemente la loro fede in Gesù Cristo. "Ballers in God" (tradotto: giocatori in Dio) è una rete, parlare di movimento è esagerato, fondata nel 2015 dal calciatore inglese John Bostock e che si prefigge di utilizzare il calcio per diffondere il messaggio di Gesù Cristo, supportando e guidando i giocatori nella loro fede. Lodevole, soprattutto se pensiamo che il mondo del calcio, e dello sport in generale ad alti livelli, è quanto di più lontano da certi valori evangelici.  Ma non per certa stampa e, evidentemente certa opinione pubblica tedesca ed europea, che rimprovera a questi calciatori di non limitarsi a vivere nel privato la loro fede, pena appunto la scomunica. Perché, il problema sta tutto nel portare la fede nell'agone pubblico e misurarla con le ideologie invece che vanno per la maggiore. Ma che ci sia un doppiopesismo neanche tanto latente è provato da altri due episodi che hanno come teatro lo stadio di Atlanta, dove domenica la Spagna ha battuto 4 a 0 l'Arabia Saudita. Qui, la religione sotto osservazione è l'Islam, ma guardiamo bene che trattamento ha ricevuto. I TIFOSI SAUDITI CON TUTTI GLI ONORI Anzitutto lo stadio si è preparato ad accogliere i tifosi sauditi con tutti gli onori: spazi appositi dedicati alla preghiera islamica e offerta di cibi halal nei punti ristoro dell'impianto. Più che libertà religiosa, siamo nel campo di un gesto di sottomissione che difficilmente a parti rovesciate vedremmo negli stadi di Rabat. Celebre, infatti, è il segno di croce che Cristiano Ronaldo fece in diretta tv dopo aver segnato un gol quando giocava nell'Al Nasr. Scatenò un putiferio, venne redarguito anche se la passò liscia, probabilmente grazie all'ingaggio milionario che gli fece da scudo. Ma il motivo era semplice: in Arabia è vietata ogni forma di ostentazione pubblica della fede. I calciatori non possono entrare in campo facendosi il segno di croce, che per la verità anche da noi, ha acquisito un valore scaramantico più che di manifestazione pubblica di fede. In ogni caso, sarebbe impensabile in Arabia una norcineria in uno stadio per far felici i tifosi occidentali amanti di carne di maiale e costine alla brace.  Sottomissione americana a parte, sempre nella stessa partita, è interessante notare il destino rovesciato capitato a Lamine Yamal, stella nascente della nazionale spagnola e, come noto, di origini marocchine per parte di padre. Al suo debutto con la nazionale delle Furie rosse al mondiale, Yamal ha segnato e durante l'esultanza si è inginocchiato alla maniera islamica, puntando le braccia al cielo. Un chiaro segno di ossequio ad Allah. Del resto, il giovane fuoriclasse del Barcellona non è la prima volta che ostenta la sua fede islamica in pubblico. E lo ha fatto anche domenica, nella seconda partita dei campioni d'Europa al Mondiale americano. Proteste? Zero. Critiche in Spagna per questa ostentazione della fede? Neanche lontanamente l'ombra. Anzi, certi siti musulmani hanno esaltato il gesto del calciatore che non è certo il primo (anche Antonio Rüdiger e Mohamed Salah lo hanno fatto). Ovvio che il Mondiale è una vetrina capace di fissare anche nell'opinione pubblica certi gesti e cristallizzarli. L'opinione pubblica europea invece, scatenata contro Nmecha, zitta. Per il musulmano Yamal sono piovuti elogi, per il povero cristiano Nmecha solo critiche. Ed è anche da questi particolari, parafrasando De Gregori, che si giudica un giocatore e - aggiungiamo noi - il termometro della cristianofobia.

23 de jun de 20266 min
Portada del episodio L'arca di Noè, nuove scoperte su dove potrebbe essere

L'arca di Noè, nuove scoperte su dove potrebbe essere

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8562 [https://www.bastabugie.it/8562] L'ARCA DI NOE', NUOVE SCOPERTE SU DOVE POTREBBE ESSERE di Giuliano Guzzo   L'arca di Noè, al centro di uno dei racconti più noti del Vecchio Testamento, forse è stata individuata. Lo pensa un gruppo di ricercatori statunitensi che non solo da tempo ispeziona con il georadar il sottosuolo del suggestivo sito di Durupınar - non lontano dal massiccio del monte Ararat, in Anatolia orientale (Turchia) - ma è ora convinto d'aver trovato degli indizi rilevanti e meritevoli di approfondimenti. Prima di vedere di che si tratta, però, è opportuno fare un passo indietro e dire qualcosa di più su tale sito. Tutta la vicenda ebbe inizio nel 1959 quando, durante una ricognizione aerea, il capitano dell'esercito turco İlhan Durupınar individuò una formazione irregolare nelle montagne della Turchia orientale che assomiglierebbe a una nave. Proprio questa somiglianza - piuttosto visibile anche a occhio nudo - ha per decenni spinto esperti, fedeli ma anche semplici curiosi ad ipotizzare che la formazione, chiamata appunto di Durupınar dal nome del suo poc'anzi menzionato scopritore, altro non sarebbe che il punto in cui si era fermata l'Arca di Noè. Ad alimentare la suggestiva ipotesi ci sono non solo delle somiglianze esteriori (effettivamente la formazione ricorda un'imbarcazione), ma anche delle similitudini nelle misurazioni. Il sito infatti misura circa 515 piedi di lunghezza (circa 157-160 metri), estensione che risulterebbe davvero prossima a quella dei 300 cubiti (circa 133,35 metri) indicati nel sesto capitolo della Genesi come, appunto, lunghezza dell'Arca. Solo una coincidenza? Secondo molti studiosi sì e c'è chi da tempo ritiene la questione del tutto risolta. Il riferimento è qui ad un articolo pubblicato nel 1996 sul Journal of Geoscience Education dal geologo Lorence Collins, in collaborazione con David Fasold - il quale, peraltro, all'inizio credeva alla tesi dell'Arca -, nel quale si sostiene l'ipotesi della struttura geologica naturale, facendo presente come i presunti componenti artificiali (residui di ferro e metallici) sarebbero null'altro che minerali vulcanici ossidati e sedimenti. Il dibattito sul sito di Durupınar non si è però mai chiuso del tutto. Prova ne sia quanto avvenuto nel 2017, quando il regista Cem Sertesen ha diffuso il documentario Noah's Ark, che ha riunito 22 anni di ricerche nella zona in cui molti credono si trovino i resti del grande vascello biblico. C'è poi il lavoro di Andrew Jones, fondatore di Noah's Ark Scans, il quale - insieme al suo team - da anni studia la formazione di Durupınar; e proprio Jones, per tornare agli ultimi sviluppi, utilizzando il georadar e la termografia a infrarossi avrebbe individuato quella che ritiene essere una struttura a forma di imbarcazione sepolta nel terreno. Le scansioni pare abbiano infatti rivelato una rete di tunnel sotterranei che attraversano il centro della struttura e ne percorrono i bordi interni; e tutti convergerebbero in una stanza interna. Da ultimo, va fatto presente come sarebbero stati rintracciati sul sito dei fossili marini, tra cui coralli e conchiglie che, a quell'altitudine, suggerirebbero che l'area in epoche remote possa essere stata sommersa. «Credo fermamente che questi siano i veri resti, sepolti e in decomposizione, dell'Arca di Noè, la famosa nave. E stiamo facendo del nostro meglio per convincere gli scettici e mostrare al mondo questo sito», ha dichiarato Jones a Fox News, sottolineando di aver trovato prove certe dell'«esistenza di tunnel a circa quattro metri di profondità e circa due metri di altezza, che percorrono il centro dell'imbarcazione e il bordo interno dello scafo. Crediamo fermamente che questa planimetria, che mostra tunnel e possibili travi e muri di sostegno, suggerisca che si tratti di un'opera artificiale e non di una formazione naturale». La stessa Fox ribadisce che molti geologi dissentono dalla tesi che vuole il sito di Durupınar formazione artificiale. Se però le nuove scoperte di Jones e del suo team dovessero rivelarsi entusiasmanti come annunciate, beh, una riapertura del dibattito sarebbe inevitabile. Da parte sua, Jones è sicuro: «Abbiamo la forma della nave, siamo nella posizione corretta e ora stiamo anche notando che il terreno all'interno è diverso da quello immediatamente esterno alla formazione». Se risultasse tutto confermato, non sarebbe affatto poco.

9 de jun de 20266 min
Portada del episodio Bruno Mars inizia il concerto con segno della croce e preghiera

Bruno Mars inizia il concerto con segno della croce e preghiera

VIDEO: Inizio del concerto di Bruno Mars ➜ https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0 [https://www.youtube.com/shorts/hOqURtXeT-0] TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8548 [https://www.bastabugie.it/8548] BRUNO MARS INIZIA IL CONCERTO CON SEGNO DELLA CROCE E PREGHIERA di Manuela Antonacci   Bruno Mars ha lasciato ultimamente a bocca aperta i suoi fan mettendosi in ginocchio e non per fare una proposta di matrimonio, ma per pregare! Ebbene sì perché uno degli ultimi concerti del cantante che ha avuto luogo agli inizi di maggio a Las Vegas, durante il The Romantic Tour si è aperto in un modo totalmente inaspettato: con un video in cui lui prega davanti all'altare, per i suoi fan e la sua squadra, chiedendo a Dio protezione. Durante questo momento spirituale, il cantante ha recitato una preghiera che è già diventata virale sulle piattaforme digitali per il suo impatto così diretto. Bruno Mars, nel video, ha ringraziato Dio per l'opportunità di fare ciò che ama e ha chiesto, in particolare, la forza perché la sua band, quella sera, potesse, offrire uno spettacolo indimenticabile: «L'unica cosa che vi chiedo è di proteggere tutti i presenti» conclude l'artista nel clip, proprio prima di fare il segno della croce mentre le campane suonano a festa. C'è da dire che il video ha collezionato ben 2, 5 milioni di visualizzazioni, 322.000 like, oltre 13.400 repost e più di 27.000 condivisioni. Tanti i commenti che lodano l'iniziativa del cantante. In particolare, un fan ha scritto sotto il video di Bruno Mars: «Come Hooligan da 16 anni, questo momento ha toccato molto il mio cuore cattolico. (...) Il modo in cui Bruno ha posto Dio al primo posto è stato davvero bello. È stato un momento così intimo vederlo inginocchiarsi davanti a Dio, pregare per la protezione di tutti i presenti allo stadio e fare il segno della croce. Vederlo poi esibirsi sul palco mentre indossava il suo crocifisso e la medaglia di Nostra Signora di Guadalupe lo ha reso ancora più significativo. È un momento che davvero non dimenticherò mai come Hooligan. Grazie, Dio, per avermi dato l'opportunità di vedere Bruno in tour ancora una volta!» Comunque non è un caso che l'immagine della Vergine di Guadalupe chiuda la scena del video di Mars, perché il legame di Bruno Mars con questa sua devozione era già emerso in precedenza. Il cantante aveva già incluso riferimenti religiosi in opere precedenti come il video "Risk It All", come anche il nostro giornale aveva messo in evidenza. In particolare, nel video di questa sua ultima canzone il cui titolo, in italiano, si traduce con "Giocati tutto", veniva raccontata e rappresentata sulle note di una ballata romantica, una storia semplice e, ormai, controcorrente: una coppia che decide di sposarsi, in un contesto non semplicemente romantico, ma in cui emergono dettagli davvero inaspettati. La location è una chiesa disseminata di statue dei santi, con una Madonna in primo piano, inoltre nei primi istanti della clip si intravedono un rosario e la Medaglia Miracolosa. Infine, lo stesso Mars si mostra seduto sia fuori sia dentro la chiesa mentre suona la chitarra portando al collo quella stessa medaglia insieme a un crocifisso. Insomma, incredibile ma vero, nello star system, c'è ancora chi ha ancora il coraggio di non rinnegare se stesso, la propria cultura di appartenenza, persino se questa ha a che fare con una cosa considerata, nel mondo di oggi, così "scomoda", come la fede. Bruno Mars è sempre la star che conosciamo e la sua voce e il suo stile rimangono inconfondibili, ma di certo, un concerto in cui anche Dio è invitato è e sarà sempre tutta un'altra musica!

2 de jun de 20264 min
Portada del episodio Bambini malati dopo il vaccino, sinistra in tilt

Bambini malati dopo il vaccino, sinistra in tilt

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8551 [https://www.bastabugie.it/8551] BAMBINI MALATI DOPO IL VACCINO, SINISTRA IN TILT di Andrea Zambrano   Malattie autoimmuni, malattie neurologiche e malattie cardiache. Il dottor Eugenio Serravalle, pediatra e presidente dell'Associazione di studi e informazioni sulla salute lo ha detto rispondendo alla domanda della capogruppo FdI in Commissione Covid, Alice Buonguerrieri. La domanda era relativa alle malattie che hanno sviluppato i bambini e gli adolescenti vaccinati con i preparati anti Covid durante la campagna vaccinale. In particolare le miocarditi, per le quali sono emersi dei dati che non erano stati rilevati negli studi preregistrativi dei vaccini (per forza, non erano stati testati sui minori), ma che sono emersi dalle osservazioni sul campo fino ad essere riconosciute sulla scheda tecnica dei vaccini a mRNA. Basterebbe questa evidenza, dicevamo, ma no. Non basta. Non basta ad esempio alla pattuglia piddina e pentastellata presente in Commissione, la cui presenza è deliberatamente volta a minimizzare, contestare e sminuire le evidenze che vengono messe agli atti dei lavori. Con qualche scivolone che denota una mancanza di preparazione. Ylenia Zambito, ad esempio senatrice del Pd, la quale, forte della sua laurea in chimica farmaceutica e della sua attività accademica, ha pensato bene di replicare alle affermazioni di Serravalle rimproverandolo per una lettura specifica dei dati sui bambini non vaccinati. Poteva sembrare un battibecco tra concittadini, Zambito e Serravalle sono entrambi di Pisa, ma è parso chiaro che sia stato l'ennesimo tentativo degli esponenti dell'opposizione alla Commissione Covid per non far emergere agli atti verità che ormai sono acclarate. «Lei non ha capito i lavori che cita - ha accusato Zambito - non sa leggere i dati dandoci una interpretazione sbagliata, ci sta raccontando una serie di cose pericolose per fare una battaglia contro le vaccinazioni». Serravalle le ha risposto con fermezza: «Questa è un'affermazione che non può fare perché la colonna che mostra i precedenti infettati è a parte. Non sono quegli altri mi dispiace, ma se c'è qualcuno che non ha letto il lavoro scientifico non sono io». I 4 PILASTRI DELLA MEDICINA Un battibecco che mostra come i rappresentanti della minoranza a Palazzo San Macuto siano in realtà in opposizione alla Commissione stessa, mettendo in dubbio senza argomenti gli auditi, ostacolando con polemiche pretestuose il più delle volte, i lavori. Eppure, l'audizione è stata importante perché sono stati messi in fila in maniera analitica i 4 pilastri della medicina che sono stati traditi in pandemia, con un occhio al comparto pediatrico, essendo l'audizione riservata alle problematiche sofferte dai minori vaccinati: 1. Rapporto rischio beneficio 2. Principio di precauzione 3. Proporzionalità degli interventi 4. Medicina basata sulle prove «Tutti questi principi sono stati spessissimo disattesi nelle decisioni prese in pandemia», ha detto Serravalle, ricordando come non siano stati raggiunti i due obiettivi di una campagna vaccinale della vaccinazione: la protezione della salute individuale e quella della salute collettiva. Infatti - studi alla mano - «i benefici netti reali per i bambini sono stati minimi o nulli o addirittura a efficienza invertita» mentre riguardo alla salute collettiva «abbiamo visto una campagna improntata sull'idea che le vaccinazioni dei bambini potessero proteggere i cari con l'immunità di gregge che si è rivelata una colossale truffa». Molti principi sono stati ribaditi anche per le vaccinazioni pediatriche anti Covid: «Noi sapevamo sin dal primo foglietto illustrativo di Comirnaty che non era stato mai dichiarato efficace nella prevenzione della trasmissione semplicemente perché i trials clinici non l'avevano mai testato». E che «i bambini si infettavano con Omicron, ma il vaccino non proteggeva per l'immunità di gregge. Così il razionale della vaccinazione di massa sui bambini è decaduto». UN DISASTRO Insomma, un disastro. E di «disastro» ha parlato anche la Buenguerrieri in una nota, a seguito della sua audizione: «Serravalle ha dimostrato, dati alla mano come si conviene a un uomo di scienza, come la campagna vaccinale anti-Covid fu disastrosa. Ha spiegato che nelle persone in età pediatrica il rischio legato alla contrazione del virus fosse molto basso, ma nonostante ciò furono oggetto, dai 12 anni in su, della campagna vaccinale di massa impostata dall'allora Governo. Attraverso il Super Green Pass fu impedito a ragazzi molto giovani, 'colpevoli' di non essere vaccinati, di poter svolgere attività sportive. E ha spiegato di aver riscontrato numerosi casi di effetti avversi da vaccino anti-Covid in età pediatrica». Benefici nulli, ma eventi avversi di gran lunga più presenti dell'atteso. Come le miocarditi, che hanno falcidiato migliaia di giovani in età pre e post pubere: «Si può discutere a lungo, ma potrei citare uno studio che ha rilevato come la miocardite si è presentata solo nel gruppo dei vaccinati e non dopo l'infezione covid; oppure che non si sono verificati decessi correlati per Covid 19 e che il numero di accessi al pronto soccorso e ricoveri non programmati è risultato maggiore nei ragazzi dopo la prima vaccinazione». E ancora: «Noi abbiamo richiesto uno studio di vigilanza attiva in cui chiedere indagini o per lo meno solo l'esecuzione delle troponine e dell''elettrocardiogramma per valutare le entità delle miocarditi sub cliniche dato che una delle sue conseguenze è stata l'aumento della mortalità in fasce di età infantili e adolescenziali. Invece abbiamo assistito all'abbandono dei minori vaccinati». A questo si aggiungano «le restrizioni vissute e la strategia vaccinale pediatrica alla fine del 2021 quando già i dati della inutilità nella prevenzione del contagio erano noti e manifesti. Non tutti i paesi Europei adottarono questa scelta, anzi alcuni fecero autocritica come la Danimarca e scusandosi sospesero immediatamente l'inoculo ai bambini».

19 de may de 20265 min