Salute e Società
La terapia, basata su amivantamab in formulazione sottocutanea e lazertinib, è ora accessibile per i pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato — l'NSCLC — che presentino le mutazioni più comuni dell'EGFR, ovvero le delezioni nell'esone 19 o la mutazione L858R nell'esone 21. Un passo importante, se si considera che in Italia ogni anno oltre 45.000 persone ricevono una diagnosi di tumore al polmone, che nell'85 per cento dei casi è proprio un NSCLC, e che una diagnosi su cinque coinvolge una mutazione dell'EGFR. I dati dello studio MARIPOSA indicano che questa combinazione può prolungare significativamente la sopravvivenza rispetto agli standard terapeutici attuali, con un beneficio che si mantiene nel tempo.
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